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L'eroica Anna

Chiunque abbia avuto in questi anni la voglia e la forza di ricercare informazioni sulla situazione in Cecenia e sul modo in cui il regime dello Zar Putin abbia raso al suolo Grozny, nel silenzio generale degli ipocriti pacifisti europei, prima o poi si è imbattuto in una traduzione di qualche articolo di Anna Politkovskaja. Grande giornalista indipendente della Novaya Gaseta, da anni viveva in bilico tra la vita e la morte: troppo scomoda per campare a lungo. Nel 2004 era sopravvissuta a un tentativo di avvelenamento. Due giorni fa non le è andata altrettanto bene: il suo corpo senza vita è stato ritrovato nell'ascensore di casa sua. Uccisa.
Alla Russia di Putin la Politkovskaja ha dedicato un feroce libro, pubblicato in Europa, anche in Italia, ma non in Russia, perché nessune editore russo ha accettato di mandarlo alle stampe.
Il suo libro più noto era però il bellissimo Cecenia. Il disonore russo, discesa negli inferi della guerra russo-cecena, con racconti crudi e ferocissimi attacchi a Putin.

Ora che è stata uccisa le cose cambieranno? qualcuno inizierà a propagandare le sue idee, in Russia come in Europa? il massacro di Grozny, la realtà cecena, complessa e tragica, diverranno oggetto di discussione, o parleremo ancora per anni solamente di Iraq, come se Cecenia, Darfur, Rwanda etc. non esistessero? Probabilmente non cambierà nulla, sarà tutto come prima, o quasi: coloro che vogliono informarsi e cercano, al di là della propaganda antiamericana, informazioni sulle altre guerre, sugli altri massacri, continueranno a farlo. Gli altri no. Solo che ai primi mancherà una voce importante, quella di Anna Politovskaja.

Pubblicato il 8/10/2006 alle 18.21 nella rubrica Diario.

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